Scheibe Motorfalke PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2009 19:34

    

Questa pagina é interamente dedicata al Scheibe SF25 "Motorfalke", uno dei più diffusi motoalianti di produzione tedesca costruito in migliaia di esemplari dalla stessa Scheibe, dalla Sportavia ed anche dall'Aeronautica Umbra in Italia.  Originariamente é nato con il motore Stamo 1500, una elaborazione del vecchissimo motore del VW maggiolino 1.100, che poi é stato sostituito dal Limbach 1.700, e dal Limbach 2.000 (e dagli equivalenti Sauer 1.800 e 2.100)

   

Di costruzione mista, l'ala e gli impennaggi sono in legno ricoperto in tela, mentre la fusoliera é in traliccio di tubi in acciaio 25CD4 ricoperta in tela, il motoaliante é dotato di carrello fisso monotraccia e ruotino di coda sterzante. Costruito in migliaia di esemplari é probabilmente il più diffuso in assoluto, facile da pilotare ed economico da mantenere, presente in tutti i club di Volo a Vela per i primi voli di ambientamento e per le abilitazioni alla condotta del motoaliante.

Quello che segue é un articolo di un appassionato pilota, quasi incredulo di cosa può essere capace tale macchina, nonostante l'età e la poca potenza.

Venerdì 9 giugno, aeroporto di Rieti

I-KAIB è un motoaliante costruito dalla Scheibe (Germania) piuttosto datato: è stato immatricolato nel lontano 1973 e il suo progetto è ancora più antico, forse risale a fine anni ’50. Si chiama SF25B ed ha un motore “stamo” di 1500 cc. (in pratica un Volkswagen maggiolino certificato aeronautico) da appena 45 cv di potenza, eppure è l’aereo più bello del mondo.Federico, il mio socio e compagno di avventura, ha pianificato il volo per Leuca in tre tratte: la prima ci porta ad atterrare a Benevento dove troviamo la benzina più cara d’Italia (18 litri 35 Euro) e il ristorante più economico (pasto completo con acqua e vino: 4,50 Euro). La seconda tratta ci vede ad Altamura, un campo di volo letteralmente abbandonato: un custode novantenne con gravi problemi di deambulazione e una timidissima badante bulgara costituiscono i pochi segni di vita umana del luogo. Per rifornire perdiamo un’ora. La terza tappa ci conduce all’aviosuperficie di Macrì, nei pressi di Supersano (Lecce), la nostra destinazione: accoglienza da grandi eventi, tanta cordialità e disponibilità da parte di Giuseppina, Nando e altri appassionati che vivono gestendo il campo di volo. 

Sabato 10 giugno, aviosuperficie di Macrì

Oggi giorno di prove. Il briefing non è stato molto ben coordinato sicché, mentre voliamo verso Leuca, ci sorbiamo quindici minuti di chiacchiere tra due piloti greci sulla frequenza 123,45 (nota nel mondo del volo come “la frequenza della p…”).

La prova consiste nel simulare l’esibizione che offriremo al pubblico della manifestazione aerea in programma per l’indomani pomeriggio. In pratica, ci presentiamo piuttosto alti sul cielo di Leuca e spegniamo il motore. La discesa veleggiata la compiamo effettuando numerose figure acrobatiche. Il motore non è spento, ma è al minimo (è una prova, che diamine!). Alla quota di sicurezza fingiamo di avere un’avaria che ci impedisce di rimettere in moto il motore e dirigiamo verso un grande prato che abbiamo individuato come campo per l’atterraggio forzato. Bingo! La quota stabilita non è affatto di sicurezza. Domani occorre riaccendere molto più alti.

 

Domenica 11 giugno, aviosuperficie di Macrì

Oggi è il grande giorno. Al briefing il direttore della manifestazione assegna la nuova frequenza operativa: 130,10 (meno male, è tutta solo per noi). Ci rechiamo in macchina a Macrì dove giungiamo dopo un furioso temporale: la pista e l’area di parcheggio sono allagate. Aspettiamo un’ora prima di decollare. Anche gli altri hanno avuto problemi sicché la sequenza delle esibizioni viene reimpostata all’impronta. Tanto il pubblico non lo sa. Arriviamo su Leuca a 3500 piedi e spegniamo il motore (questa volta davvero). La discesa veleggiata è condita di ottolenti, ottocubani, sfogate e altre figure acrobatiche di grande effetto sul pubblico. A 1000 piedi riaccensione. Il motore parte al primo colpo. Osservo con la coda dell’occhio Federico che tira il classico sospirone di sollievo e giù in picchiata per un passaggio alla massima velocità (200 km/h) davanti al pubblico. Il secondo e ultimo passaggio lo faccio, invece, alla minima di sostentamento (60 km/h). Il Direttore mi dice che il pubblico è in delirio e ci saluta con applausi scroscianti. Lunedì 12 giugno, aviosuperficie di MacrìIl tempo è uno schifo: nuvole basse, pioggia, vento, sembra di essere a fine novembre. Lasciamo mestamente I-KAIB a Macrì e torniamo a casa in macchina. Sabato 17 giugno, aeroporto di RietiIl “Superdimona” marcato I-PIKA decolla alla volta di Castel del Monte. Dopo un rapido rifornimento via verso Macrì. I-KAIB è lì ad attenderci. Giuseppina Nando e gli altri ci festeggiano con un pranzo luculliano. Partiamo nel pomeriggio con entrambi i velivoli per Castel del Monte dove giungiamo dopo aver fatto un bellissimo volo sulla Valle d’Itria e bordeggiando il costone delle Murge. Cena con i saporitissimi prodotti tipici pugliesi e, dopo la partita Italia - Stati Uniti, a letto nell’albergo dell’aeroporto (un’ottima struttura). Domenica 18 giugno, aerosuperficie di Castel del MonteI-PIKA è già partito da più di un’ora quando decollo con I-KAIB per rientrare a Rieti. Ma il diavolo ci mette la coda. C’è molto vento da nord e la velocità di crociera si riduce a meno di 70 km/h. Dopo 3 ore e mezzo atterro a Celano per rifornire. Due amici (e soci) mi son venuti incontro con I-PIKA e sorvolano la pista di Celano per salutarmi. Dopo il rifornimento, decollo e rientro a Rieti in circa un’ora. Parte del volo lo faccio in formazione con I-PIKA. Per meglio lavorare col motore in formazione, ho allentato la frizione della manetta.All’atterraggio, mentre sto per toccare, il motore riprende potenza “da solo”. Lo riduco al minimo, ma lui, dopo tre secondi, riprende ancora potenza. Riduco ancora, ma… niente da fare: riprende. I parametri di volo sono ormai sballati e quindi do decisamente il massimo e riattacco col disappunto del controllore di torre che dimostra ancora una volta che sarebbe meglio se cambiasse mestiere. In sottovento stringo di nuovo la frizione della manetta e mi porto in finale. Questa volta il motore non fa scherzi e posso atterrare senza problemi. I-KAIB si è esibito per la prima volta nella sua lunga vita da motoaliante in una manifestazione aerea, ha effettuato in tutto 15 ore e mezzo di volo ed è tornato a casa intero. Ora lo reclamano per una nuova esibizione il 7 e l’8 luglio a Fano: intervenite numerosi!                                  Antonio Daniele        

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Febbraio 2009 17:19